poLiroManticA
  • hOme!

tU Sei uN'ALtRa CoSa

23/2/2026

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Tu sei un’altra cosa.
Sono andata avanti per anni senza vederti,
quasi senza conoscerti
e tu eri mio esattamente come adesso.
Io, che sono abituata ad aspettarmi il peggio,
non ho paura di perderti.
Puoi dimenticarmi,
abbandonarmi,
lasciarmi,
ma sarai sempre mio e solo mio.
Ti ho inventato io, amore mio.
Sei molto più che il mio amante.
Sei una mia creatura.
È per questo che mi appartieni,
quasi tuo malgrado.

(Irène Némirovsky – Suite Francese)

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fAvOla

13/2/2026

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C’era una volta un regno tranquillo, che si estendeva tra stradine di campagna, boschi fruscianti e fiumi che scorrevano lenti come pensieri sereni. Era un reame vivo, pieno di risate di bambini e di gente che si salutava per nome.
Su uno dei versanti del regno viveva una Streghetta. Abitava in una casina tutta strana, piena di intrugli e pozioni che spesso sprigionavano polveri colorate che uscivano dappertutto, perfino dal comignolo. Un gatto pigrone faceva finta di cacciare topi e ogni tanto una zucca veniva trasformata in vettura dalla maga per gli spostamenti più lunghi.
Il regno era governato da un Re giusto e di gran cuore. Era un sovrano solido, presente, uno di quelli che sanno ascoltare davvero. Ma proprio quella sua solidità, col tempo, lo aveva reso immobile: sempre al suo posto, sempre affidabile, ma un po’ distante dalla leggerezza che un tempo gli apparteneva.
Un giorno, dopo una lunga riflessione, il Re decise di aprire le porte del palazzo reale. Voleva ritrovare la spensieratezza che aveva perso tra doveri e responsabilità. Voleva tornare a sentirsi vivo.
La Streghetta, quando lo seppe, quasi non ci credeva. Erano anni che desiderava vederlo da vicino, non solo durante le cerimonie ufficiali in cui doveva mantenere un contegno che non le apparteneva. Lei avrebbe voluto parlargli davvero, scoprire chi fosse quell’uomo che le suscitava tanta curiosità.
Così si fece coraggio e decise di presentarsi al castello. Ma prima voleva portare un dono. Mise a soqquadro la sua casina, cercando qualcosa di degno dell’occasione. Nulla le sembrava abbastanza. Alla fine, si sedette, chiuse gli occhi e lasciò che la magia facesse il resto.
Da una pietra comune, scavò due piccoli cuori. Poi li rese unici con un incantesimo: un bagliore lieve, una vibrazione appena percettibile, come se dentro ci fosse un respiro. Uno dei due lo tenne per sé. L’altro lo ripose in una scatolina e si avviò verso il castello.
Appena la vide, il Re si immobilizzò per un istante. Non era lo stupore formale che riservava agli ospiti di corte, era qualcosa di più semplice e più raro: un senso di familiarità. Come se quella piccola figura con il cappello sgualcito e le dita sporche di polvere colorata fosse un pezzo di mondo che aveva dimenticato di desiderare.
La Streghetta, che pure aveva provato mille volte il discorso nella sua casina, si ritrovò improvvisamente senza parole. Così tese la scatolina, con un gesto timido ma deciso.
Il Re la prese con delicatezza, come si prende qualcosa che potrebbe rompersi o rivelarsi prezioso. Quando aprì il coperchio e vide il piccolo cuore di pietra, levigato e pulsante di una luce tenue, sollevò lo sguardo verso di lei.
"Grazie" disse piano. "Perché proprio un cuore?"
La Streghetta arrossì fino alle orecchie.
"Perché a volte chi guida un regno da tutto agli altri, ma poco a se stesso. Ho pensato che questo cuore potesse ricordarglielo".
Il Re sorrise, un sorriso vero, di quelli che non faceva da anni. "E l’altro? Perché so che ne hai creati due".
Lei si morse il labbro, sorpresa che lui lo avesse intuito. "L’altro resta con me. Così, se un giorno avrete bisogno di ritrovare un po’ di leggerezza, basterà che i due cuori si avvicinino.".
Il Re chiuse la scatolina con un gesto lento, come a custodire qualcosa di importante. "Allora spero che tornerai spesso al castello. Non solo per me… ma per tutto ciò che potresti portare qui dentro".
E si toccò il petto, proprio dove aveva riposto il piccolo cuore.
La Streghetta, che non si aspettava un invito così diretto, sentì il suo cuore - quello vero - fare un salto.
In quel momento capì che il suo dono aveva funzionato più di quanto immaginasse: non aveva solo dato un cuore in più al Re. Aveva aperto una porta che nessun incantesimo avrebbe potuto forzare.
Sapevano entrambi benissimo che i loro due mondi non si sarebbero mai appartenuti, ma questo non rendeva meno vero ciò che provavano.
Era un amore impossibile, sì - fatto di distanze, di ruoli, di vite che non potevano intrecciarsi davvero - eppure era un amore che sarebbe durato. Un amore che non chiedeva nulla, che non pretendeva, ma che donava. Un amore che bastava a se stesso.
Da quel giorno, nel regno pacifico tra stradine, boschi e fiumi, si narra che ogni tanto, al tramonto, due piccole luci - i due cuori di pietra - brillino all’unisono.
Una nel castello del Re e l'altra nella casina della Streghetta.
Per Sempre.


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eRaVaMo aMoRe

9/2/2026

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Ogni volta che mi fai entrare nel tuo mondo mi innamoro sempre di più. Mi fai spazio, mi dai importanza, mi fai sentire a casa. Coccolata, amata, ascoltata.
Piano piano creiamo un universo tutto nostro fatto di gesti semplici ma potentissimi.
Abbracci, sorrisi, baci, parole, orgasmi. 

E' come se ti amassi da sempre. 
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Non eravamo amanti: eravamo amore, puro, incontenibile e libero dai limiti dei nomi o delle definizioni.
Il nostro non era il tipo di legame che doveva essere dichiarato o provato.
Era, semplicemente, come l’aria tra i respiri, come il battito del cuore che non ha bisogno del permesso di esistere.
Abbiamo attraversato la vita non come due che si cercavano, ma come una forza che c’era sempre stata.
In ogni tocco fugace e momento di quiete, abbiamo vissuto la verità che l’amore non ci apparteneva, eravamo noi che gli appartenevamo.
(G. Cerica) 
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    cHi soNo

    Elena, nata il 14/12/1983 a Bologna. Abito ad Anzola dell'Emilia.
    Artistica, creativa, testarda, innamorata dell'Amore.
    Non posso vivere senza la cioccolata, la pizza, i miei gatti, un buon caffè, i miei figli.
    Non amo le persone invadenti e insistenti, ricevere consigli non richiesti.


    LoVe sTaTus

     Per chiarezza: COMPAGNA di Alexis (CuocoMio),
    ex MOGLIE
    di HOBBES (MioMarito),  MAMMA di Agata-e-la-tempesta,
    di Ho-visto-Nina-volare, e di Zeno Più i gatti Penny (che ci ha lasciato nel 2021) e Otto.


    iN cOsa cRedO

    Partiamo dalle basi: il termine poliamore è un neologismo che esprime il concetto di «amori multipli». L'ideale di una relazione poliamorosa è quella di avere una relazione sentimentale e/o sessuale onesta con più partner nello stesso periodo.
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